|
|
| |
| I
SUOI COLLABORATORI... |
| |
|
|
|

|
|
Pasquale
PADALINO
- allenatore in seconda
nato a
Foggia il 26.07.1972, ha iniziato a giocare nel settore giovanile
del Foggia, per poi proseguire la carriera nel Bologna, Lecce e
Foggia.. Nel 1995viene ceduto alla Fiorentina nel 1996 fa il suo
esordio in Nazinale. Nel 2000 passa al Bologna poi successivamente
all'Inter e termina la carriera a Como. Inizia a lavorare come allenatore
con l'Hellas Verona come secondo di Ventura . |
|
|
|
 |
|
Alessandro
Innocenti - preparatore atletico
nato a Prato il 19.08.1958, ha iniziato, ancora prima di diplomarsi
all'ISEF, l'attività di preparatore atletico nella pallavolo
a livelli di serie A maschile e B femminile. Ha lavorato per la Scuola
Allenatori della FIGC di Coverciano per 8 anni come ricercatore e
tecnico. Dal 1994 ad oggi ha lavorato per Fano, Ravenna, Gualdo, Fiorenzuola
sempre con Alberto Cavasin. Nel 1998 viene chiamato dal Cagliari,
dove inizia a lavorare con Ventura che poi seguirà alla
Sampdoria. |
|
|
|
 |
|
Giuseppe
Zinetti - preparatore dei portieri
nato a Leno nel 1958 ha iniziato nelle giovanili del BOLOGNA F.C.
Nel '76 esordisce nell' Imolese, poi è a Bologna per 9 anni, di cui
1 alla Triestina e ancora 3 anni al Pescara, 3 alla Roma, e 1 ad Ascoli.
Colleziona 16 presenze nelle Naz. giovanili e il Mundialito in Uruguay
con la Nazionale A. Nel 96 inizia ad allenare i portieri nel sett.
giov. SPAL, poi Fiorenzuola (C1). Con Ventura è a Cagliari (B e A)
e poi alla Samp (B). |
| |
|
|
| top |
| |
|
LA
SETTIMANA-TIPO
|
|
Martedì
mat.
o pom.
|
10'
riscaldamento - 30' in palestra lavoro di forza e propriocettiva
- 10' lavoro di trasformazione a secco e con palla - 10' possesso
palla - 20' partita a campo ridotto (chi non ha giocato) -
dai 1000 ai 1500 m frazionati a regime aerobico - 5' stretching
|
|
Mercoledì
mat.
|
15'
riscaldamento - 7-8' di esercizi di rapidità e partenze
- possesso palla - 20' Pliometria o salite o traino - 10'
scarico colonna e stretching
|
|
Mercoledì
pom.
|
15'
riscaldamento tecnico - 10' tiri in porta - 20' lavoro tattico
per reparti - 8' corsa con variazioni di velocità -
10' scarico stretching
|
|
Giovedì
mat.
|
15'
riscaldamento - lavoro tattico per reparti e squadra schierata
|
| Giovedì
pom. |
amichevole
45' a testa |
|
Venerdì
pom.
|
10'
riscaldamento - 5' partitella con le mani - 10' partita campo
ridotto - 20' lavoro tattico a squadra schierata - 5' stretching
|
|
Sabato
mat.
|
15'
riscaldamento - 10' rapidità e partenze - 10' partita
campo ridotto - 20' preparazione partita con squadra schierata
e palle inattive - Stretching
|
|
Domenica
|
partita
di campionato
|
|
| top |
| |
| TECNICA
E TATTICA
- allenare il giocatore e la squadra |
| |
|
|
POSSESSO
DI PALLA NEL 3-4-3
Tesi presentata al termine del Corso Master 1994/95 per l'abilitazione
ad allenatore professionista di prima categoria (di Giampiero Ventura) |
| |
|
|
|

|
|
Avrei
potuto scegliere altri titoli e quindi altre tematiche sviluppandole
attraverso materiale esistente, il tutto con definizioni e considerazioni
tratte da testi didattici di metodologia dell'allenamento tecnico-tattico
del calcio. Ho preferito invece scegliere questo argomento che traduce
in sostanza il mio modo di vedere e di interpretare il gioco del calcio
per dare un mio personale contributo al suo sviluppo attuale e futuro...
segue |
| |
|
|
| top |
| |
| PREPARAZIONE
FISICA
- che atleta è il calciatore ? |
| |
E'
sicuramente un atleta completo che non eccelle in nessuna qualità
fisica. L'equilibrio tra qualità fisiche come forza, velocità,
resistenza e articolarità, è la caratteristica peculiare
del calciatore. Questo aspetto non è limitante. Molti addetti
ai lavori spesso affermano che se "atleti come Ben Johnson avessero
giocato a calcio sarebbero stati grandi attaccanti oppure fortissimi
esterni o se fossero stati difensori nessuno avversario sarebbe potuto
sfuggire alla loro marcatura". Io la penso differentemente; un velocista
di livello mondiale sarebbe sicuramente un giocatore velocissimo ma
non so in quale squadra e di quale categoria sarebbe arrivato a giocare.
Molto probabilmente allenato per correre cos“ velocemente non avrebbe
avuto quella resistenza sufficiente per affrontare tutta la partita.
Le qualità di un giocatore sono come la coperta di un letto.
I genitori danno la qualità del tessuto e l'elasticità
della fibra. Il lavoro dei tecnici deve essere mirato ad allargare
la coperta, in modo che il giocatore possa essere sempre coperto,
tirando nel tempo ognuno dei 4 lati con costanza e con attenzione
per non rovinare le fibre. Perchè mi sento di affermare questo?
Ho testato circa 500 giocatori tra serie A B e C, ho seguito almeno
per una annata sportiva circa 250 giocatori ma pochissimi per alcuni
anni consecutivi. Una delle caratteristiche dell'allenamento del giocatore
è la discontinuità nel seguire dei programmi di allenamento
specifici e personalizzati, perchè spesso cambiano società
e coloro che riescono a fare più di 3-4 anni in una società
si trovano a lavorare con 2-3 tecnici diversi. Nei miei anni di lavoro
ho notato che le qualità fisiche personali dei giocatori si
standardizzano dopo i 22-23 anni poi variano mediamente del 5% durante
il campionato per chi gioca con una certa continuità. Lo stesso
accade a chi gioca meno allenandosi con continuità, ma i giocatori
che si infortunano, o soffrono di patologie fisiche che ne limitano
gli allenamenti, hanno variazioni più ampie anche intorno al
15-20% delle loro qualità individuali. Purtroppo gli incidenti
di gioco ci sono e ci saranno sempre, ma la "salute agonistica" non
deve mai venire meno, ed è proprio su questa caratteristica
che ho sempre lavorato.
L'ALLENAMENTO DI UN GIOCATORE NON DEVE RICERCARE IL MASSIMO SVILUPPO
DI UNA QUALITA' FISICA, MA LA FORMA FISICA CON IL GIUSTO EQUILIBRIO
TRA LE CARATTERISTICHE PECULIARI E QUELLE PERSONALI. PER QUESTO SI
DEVE PARTIRE DALLA VALUTAZIONE DELLE SUE CARATTERISTICHE PERSONALI
CON I TEST ATLETICI E POI SI DEVE CONTINUARE IMPOSTANDO IL PROGRAMMA
ED I CARICHI DI LAVORO PERSONALIZZATI. DOBBIAMO LAVORARE SU 22-28
INDIVIDUALITA' DIVERSE PER FORMARE UNA UNITA' DI "SQUADRA" E NON SOLO
SULLA SQUADRA PER FORMARE I GIOCATORI. L'ALLENAMENTO DEVE ESSERE TANTO
DI SQUADRA QUANTO INDIVIDUALIZZATO, PERCHE' SONO LE DIVERSE QUALITA'
DEI GIOCATORI CHE FORMANO LE CARATTERISTICHE DEL GIOCO DI SQUADRA. |
| |
| top |
| |
|