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La
carriera da allenatore inizia con l'infortunio subito alla schiena
che non gli permette di continuare a giocare ma da' lui la possibilità
di iniziare questa nuova attività esattamente da dove era partito
come giocatore: il settore giovanile della Sampdoria dagli esordienti
agli allievi, dalla primavera alla prima squadra come preparatore
atletico e allenatore in 2a. Alla Samp conosce due persone che incidono
sulla sua formazione: Paolo Mantovani e Claudio Nassi. Esce dalla
Sampdoria ed inizia a camminare da solo partendo dal basso Albenga,
Rapallo, Entella, Spezia, Centese ma con il passare del tempo si rende
conto che "allenava" ma non "faceva l'allenatore". A Pistoia trova
un presidente Maltinti ed un giovane direttore sportivo Borgo che
volevano portare a termine un'impresa; ricostruire una società che
aveva vissuto la serie A ma poi decaduta fino ai dilettanti. Ed ?
proprio l?g a Pistoia che inizia a "fare l'allenatore" nel senso che
inizia a dare qualcosa di veramente suo, solo suo, creando il gioco
ed organizzando la squadra. Non per caso inizia a vincere, a ricostruire
ed a lanciare giocatori. Negli anni successivi incontra altri presidenti
(Zamparini, Semeraro, Moroni, Cellino) e dirigenti con i quali stabilisce
sempre un rapporto di massima fiducia e di chiarezza sugli obiettivi,
presupposti che gli permettono di continuare a "fare l'allenatore".
Arriva anche il momento di rientrare a Genova, voluto fortemente nella
"sua" Samp dal presidente Enrico Mantovani. Si parla di "rifondare
la Samp, di creare le basi per la risalita", c'? da fare un lavoro
adatto a lui, e lui non si tira indietro. I presupposti per portare
a termine l'impresa si devono creare tutti assieme dirigenti allenatore
e giocatori e lui lo sa bene. Si rende conto che qualcosa non va,
ma prosegue il suo lavoro anche se stavolta qualcosa non nasce. Ci
voleva più tempo a disposizione? Più disponibilità da parte di tutte
le componenti? Meno chiacchiere e più fatti? Più fiducia e coerenza?
Non lo sapremo mai. Alla fine ? mancato un punto alla promozione,
ma peggio ancora i presupposti per continuare un lavoro che aveva
rispettato obiettivi e aspettative. In silenzio, come nel suo stile,
ha lasciato il passo ad altri, ferito nell'orgoglio ma non sconfitto.
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RISULTATI...
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