2000 - 2001

 

Il Corriere dello Sport Stadio - 14  marzo 2000

di Alfredo Pedullà

" BERGAMO - Una partita così entrerà nella storia della serie B. Una partita così, incredibile ma vera, sembra fantacalcio eppure fantacalcio non è. Il pareggio con sei reti al 42' st era un secco 3-1 per la Samp. In sei minuti l'Atalanta rinasce e la doppia mossa di Vavassori (prima Pinardi, poi Rossini), spedisce nel tabellino dei marcatori proprio i freschi arruolati. Al 42', botta secca all'incrocio di Pinardi, fantastica. Al 48', discesa di Carrera, sponda di Caccia, piatto di Rossini. All'ultimo respiro: passano cinque secondi e l'incerto Farina dice stop. Una sfida maschia in campo, una guerriglia organizzata sugli spalti: bruttissime cose, violenza pura, al punto che, verso il 30' st finisce in campo un bidone dei rifiuti"  " La partenza della Samp  da squadra vincente, la mentalità di Ventura. La fase di studio dura pochissimo, come se lo stratega Giampiero avesse chiesto di innestare subito la quinta, si chiama effetto sorpresa. Quattro minuti per passare dalla teoria alla pratica: fallo su Vasari, la parabola di Casale da destra, il blitz acrobatico di Vergassola che prende l'ascensore e sale fino al ventesimo piano. Opinabile il piazzamento difensivo dell'Atalanta: tutti si preoccupano di Dionigi, tutti pensano che il pericolo sia Palmieri, nessuno chiude su Vergassola. Una manna per la Samp che gioca di squadra, collettivo vero: rigidissima la difesa a tre, Ficini ogni tanto si stacca e diventa l'ultimo baluardo; granitico il centrocampo dove il mix tra lavoratori nati (Doriva, lo stesso Vergassola) e fantasisti (Sgrò più Casale)  il frutto di un continuo studio con la firma di Ventura"  " Ventura ordina di avanzare il baricentro: al 9' Vasari fa le prove con un tiro di controbalzo che mette i brividi a Fontana. Passa un minuto e la Samp sbanca con un'azione a fisarmonica ben congegnata: sfonda Doriva e prima di essere falciato fa in tempo a servire Vergassola, si fermano quelli dell'Atalanta immaginando un fuorigioco che non c'è. Una situazione surreale perchè Vergassola ha il tempo di pescare Dionigi che in piena solitudine appoggia morbidamente. " ". Ma quando la Samp, al 30', si porta sul 3-1 nessuno potrebbe immaginare simile epilogo. La trama fa saltare i nervi a tutta l'Atalanta: Flachi scende a destra, finisce fuori con il pallone al piede, Zuccolini alza la bandierina ma Farina non se ne accorge. Una manna per Doriva che raccoglie al limite, se ne va in dribbling e centra l'angolino destro. L'Atalanta sembra condannata, poi l'incredibile rimonta. "

Il Secolo XIX - inserto derby - marzo 2000

di Vittorio Allegri

"Ventura che cosè il derby per un genovese?

<Per me il derby è sempre stato una festa, una gioia non solo per i tifosi ma per la città coinvolta nella sua totalità. Da genovese ho vissuto i derby: era bella la vigilia con gli sfottò tra amici delle due parti, la mezz'ora prima della partita carica di tensioni e paure, il pathos durante la gara, era bello dopo essere ancora tra gli stessi amici con la voglia di ridere e scherzare. II calcio ora è cambiato, non so se è ancora possibile viver e non solo a Genova quel clima di festa.>"

"Qual'è la condizione più emozionante?

<Certamente del semplice tifoso. Quando sei allenatore hai una visione della cosa completamente diversa, devi considerare il derby come una partita che vale tre punti. So che ai tifosi non piacerà sentirmelo dire, ma se mi proponessero di incassare cinque gol nel derby in cambio della serie A, non avrei dubbi. Il vero tifoso invece prima vuol vincere il derby e poi quel che sarà sarà.>"

Il Secolo XIX - 16  maggio 2000

di Vittorio Allegri

"Paradossalmente, le accuse di Sereni hanno rafforzato la posizione di Ventura. Il gesto della squadra schierata a falange con lui in risposta alle accuse del portiere (che se non altro, ha un peccato originale: perchè non affermarlo a tempo debito, se le cose andavano così male?) lo rafforza nello spogliatoio. E, di riflesso, in società. Addirittura i giocatori, magari per i propri interessi, sostengono l'utilità di proseguire il discorso tecnico iniziato in questa stagione. < Secondo me > dice Palmieri <il mister potrà fare affidamento su chi ritiene adatto di questo gruppo >. E, ancora, Casale: <Sarebbe bello poterci riprovare tutti assieme, per rifarci>. Ma è evidente che alla fine della stagione nella rosa della squadra avverrà una epurazione.  Sarà necessario operare anzitutto sui rapporti tra società e tecnico. Ventura ha le sue colpe, alcuni giocatori - sempre che fossero delle prime scelte - non hanno reso secondo le aspettative. Se davvero il progetto voluto da Mantovani e affidato a Ventura andrà avanti, allora dovrà essere fino in fondo. Andrà creato un filo diretto costante e fattivo tra tecnico e società, spesso assente in questa stagione. Andrà onorata la qualifica di allenatore-dirigente che lo stesso presidente assegnò a Ventura quando lo presentò, ma che di fatto poi non è stata applicata"

La Gazzetta dello Sport - 27  giugno 2000

di Filippo Grimaldi Enrico Valente

"Clamoroso, anche se l'ipotesi si era già allacciata al momento delle dimissioni  di  Enrico Mantovani da presidente. Per Gian Piero Ventura è l'addio alla Sampdoria. Una separazione consensuale, ufficializzata con un secco comunicato, 16 righe in tutto, diffuso alle 21.11 di ieri sera dalla sede blucerchiata,"  " la società e Ventura, rendendosi conto che sono venuti a mancare i presupposti per portare avanti un discorso costruttivo per il bene della Sampdoria, hanno deciso di interrompere il loro rapporto. La società ringrazia Gian Piero Ventura per tutto il lavoro, l'impegno e la passione con cui ha operato in un anno veramente difficile per la Sarnpdoria. Al mister, con sincera stima, auguriamo i più lusinghieri successi professionali." Nessun altro commento dalla sede, mentre lo stesso Ventura non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni se non quelle concordate con la società. < Dopo una stagione difficile e sofferta conclusasi con la mancata promozione in serie A per un solo punto, grande è stata la mia delusione come tecnico, genovese e sampdoriano. Questa è la miglior decisione che si potesse prendere per il futuro della Samp. Forse il mio grande coinvolgimento emotivo nei confronti di questi colori non mi è stato di aiuto. Sono sicuro che con un nuovo allenatore la Sampdoria saprà dimostrare tutto il suo valore>."