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INFANZIA TRA SCUOLA E CALCIO...
     

  Nasce a Genova il 14 gennaio del 1948 da famiglia operaia, papà Mario e mamma Maria. A Cornigliano mettono un negozio di alimentari, non è ne ricco ne povero ma, ricorda il grigio luce dell'Italsider, le ciminiere artigliate al cielo, le file degli operai in attesa del turno serale. Nulla gli ha mai parlato così forte come il silenzio di quella gente che entrava in fabbrica con la gavetta in mano. Genova per lui è tristezza, sacrifici e problemi. Vive l'infanzia tipica della sua generazione: calcio e studio. Inizia a calciare i suoi primi palloni all'oratorio, per poi proseguire nelle giovanili della Sampdoria. Ha il calcio nel sangue, ma non farà una grande carriera come calciatore (arriverà a giocare in serie C).
     

Terminate le scuole medie si iscrive a Ragioneria spinto dai genitori disponibili a grossi sacrifici pur di farlo studiare. "Uno dei tanti sogni - racconta lui stesso - condivisi con gli amici di allora era il lontano, l'avventura. No, niente nomi, gente dura, incazzosa, ne dimentichi uno e te lo metti contro. Sempre poche lire in tasca, quando circolava un biglietto da mille passavamo le ore a pensare come godercelo fino in fondo, con golosità e con rabbia. Le mie emozioni di allora? L'avventura, il lontano. E quelle facce tristi che scandivano le mie sere di Cornigliano, quell'andare e venire di facce sconosciute. Il lontano era "fuori dal grigio". Sono anni duri ma il giovane Giampiero dimostra già la capacità di svolgere attività intense: lo studio, la passione per il calcio, gli amici "di strada", riesce a conciliare tutto con profitto.

 

     

  Si diploma ragioniere, ma in quegli anni scopre il grande interesse per l'attività fisica, così decide di iscriversi all'Istituto Superiore di Educazione Fisica di Milano. Frequenta le lezioni , da esami su esami continuando a giocare a calcio e iniziando a lavorare nelle palestre. Si procura il sostegno economico per studiare con il calcio e con il lavoro in palestra. Consegue il diploma nel 1970 e inizia subito a lavorare come insegnante alle scuole medie superiori di Genova. Nel 1975, un brusco stop al calcio giocato, un'ernia lo ferma definitivamente ma, allo stesso tempo, gli permette di iniziare l'attività di allenatore a soli 29 anni. Nel 1981 conosce Rosangela, la ragazza che qualche anno dopo sposerà e che successivamente gli darà la gioia di padre mettendo alla luce Roberta. Come insegnante ha lavorato nella scuola per 20 anni. Come allenatore non si è mai fermato sino ad oggi, affrontando, con la famiglia, una carriera in giro per l'Italia, isole comprese, ricca di grandi soddisfazioni.